Follow by Email

venerdì 9 dicembre 2011

DALLE LETTERE DI EGON SCHIELE

 
 
 
Ad Arthur Roesleer
 
Eterno fanciullo, seguii sempre il passo di quanti erano agitati dalle passioni e dicevo di non voler essere in loro ; parlavo e non parlavo e tendevo attento l'orecchio per il desiderio di udirli e di vederli fino in fondo, il più fondo possibile.
Eterno fanciullo sacrificai ad altri, a coloro che mi compassionavano, a coloro che erano lontani o che non mi vedevano ardere di un desiderio bruciante. Portavo doni, mandavo incontro a loro gli occhi e l'aria tremolante colma di luccichii, spargevo davanti a loro sentieri valicabili e...non parlavo.
Ben presto alcuni compresero la mimica di chi li guardava nell'intimo e allora non chiesero più nulla.

giovedì 8 dicembre 2011

LETTERA D'AMORE

                                                                                                                                                                 Incredibile est quanto desiderio tui tenear. Causa est amor primum, deinde quod non consuevimus abesse.
Inde est quod magnam noctium partem in imagine tua vigil exigo; inde quod interdiu, quibus horis te visere solebam, ad diaetam tuam ipsi me pedes ducunt; quod denique aeger et maestus ac similis excluso a vacuo limine recedo.

(C. Plinio a Calpurnia - Epistolarium Libri Decem - Liber VII - 5)

lunedì 19 settembre 2011

"IL FUNAMBOLO"









"..l'arte del funambolo del circo, insieme alla poesia, è un'intreccio di audacia e perfezione, solitudine e follia, festa e morte.
La Morte - la Morte di cui ti parlo - non è quella che seguirà la caduta, ma quella che precede la tua apparizione sul filo.
E' prima di scaldarlo che muori.
Colui che danzerà sarà morto - deciso a tutte le bellezze, capace di tutte.
Allorchè apparirai, un pallore - no, non parlo della paura ma del suo opposto, di un'audacia invincibile - , un pallore ti coprirà.
Malgrado il tuo belletto, i tuoi lustrini, sarai esangue, e livida la tua anima.
Allora la tua precisione sarà perfetta. Quando nulla ti terrà più legato al suolo, potrai danzare senza cadere.
Ora che il tuo sia un filo sospeso nell'aria o le parole sospese ad un filo; bada di morire prima di apparire, e che sia un morto..quello che danza su quel filo."

(J.GENET - Il funambolo)

venerdì 19 agosto 2011

Dai "DIARI" di Keith Haring ( Haring scrive del suo incontro con Basquiat - 14 novembre 1979))



Mercoledì 14, dopo la mia performance di dodici ore alla School of Visual Arts, sono andato a mangiare a Kiev, finalmente a tavola con SAMO, e lui ha detto che sapeva della performance ma non era lì.
Mi ha raccontato del lavoro che aveva fatto quel giorno. Aveva compreto una tela da Utrecht, l'aveva dipinta, messo tutta questa pittura sulla tela, ci aveva lasciato passare sopra le macchine, si era dipinto tutto e poi era salito sulla metropolitana ed era andato ad un appuntamento da Fiorucci: aveva sparso vernice dappertutto sulla strada e da Fiorucci aveva sporcato di vernice il tappeto, il divano e le pellicce delle ricche signore.
Gli hanno chiesto di andarsene prima dell'appuntamento.

giovedì 4 agosto 2011

LA PECORA NERA




Com'è possibile, mi domando a volte, camminare sui prati verdi e avere l'anima triste?
Essere immersi nel caldo del sole mentre tutto all'intorno sorride e avere l'angoscia nel cuore.
Lasciate a noi le vostre tristezze, a noi che non possiamo andare sui prati e non vediamo mai il sole.

giovedì 21 luglio 2011

Soli






Io non so se la solitudine, se quello
strazio chiamato solitudine, se quell’andare
via dei corpi cari, se quel restare soli
dei vivi, io non so se quel lamento della
solitudine, se quel portarci via le facce
se quel loro sparire
di facce che avevamo dentro il respiro, non so
se il dono sia questo portarci via le
carezze, questa stacciatura.
è poco il poco che so e di questo
poco io chiedo perdono. Io chiedo
perdono per quello che so, perdono io chiedo
per tutto quello che so.

Mariangela Gualtieri